OGGI CI DICONO CHE: …”LA CITTA’ HA PROBLEMI DI CRIMINALITA’ ORGANIZZATA!”. EPPURE I PERSONAGGI SONO SEMPRE GLI STESSI. SIAMO STATI LASCIATI NELLE LORO MANI. PERCHE’?

Nella notte tra venerdì e sabato un nuovo episodio criminoso si è verificato a Latina. Questa volta si tratta della esplosione di una bomba carta su un balcone di uno stabile in via Monti; bomba carta che, secondo gli inquirenti, è esplosa al civico n° 50 per un errore, sarebbe stata indirizzata invece ai familiari di Marco Ranieri, residenti qualche civico più avanti. Per gli inquirenti tra le piste plausibili, non sarebbe da escludere il legame con l’arresto di Ranieri avvenuto il 12 gennaio, un giorno dopo l’agguato di Paolo Celani.

Sembra di essere tornati agli ’90 in cui sparatorie ed omicidi non erano infrequenti; Latina sembra tornare dunque ai tempi degli “uomini d’oro” e dei delitti Merluzzi (1991), Danieli (1994) e Micillo (1994). Tutti delitti maturati nella cerchia degli amici di Moro (omicidio Di Re 2009, luglio) e tutti a tutt’oggi ancora insoluti.Quest’ultimo atto intimidatorio della bomba carta poi, che per un errore dei colpevoli ha messo in pericolo una intera famiglia di onesrti cittadini, va a sommarsi ai quattro agguati e ai due omicidi che pongono oggi Latina alla ribalta della cronaca nazionale e a tutta una serie di altri atti intimidatori verificatisi in provincia (nel giro di pochi giorni sono state ancora date alle fiamme, sempre a scopo intimidatorio, due auto a Sabaudia e due garage a Priverno), tutto questo nonostante nonostante siano giunti sul territorio DDA, sottosegretari e superinvestigatori.

Per venerdì prossimo è previsto un nuovo consiglio comunale straordinario il cui ordine del giorno è: “Ordine e sicurezza pubblica: determinazioni”, ma fino ad ora oltre che incrementare le attività di controllo delle forse dell’ordine (aumento posti di blocco; intensificanione controlli su detenzioni di armi), nessun altro provvedimento è stato preso e soprattutto non ci si è ancora interrogati su cosa di preciso stia accadendo e sul perchè questo accada, mentre le nostre famiglie ed i cittadini tutti sono esposti al pricolo che può derivare dagli “errori” dei criminali.

Riteniamo che alle forze dell’ordine, il cui lavoro encomiabile ha tutto il nostro rispetto, spetta ovviamente il compito di indagare sui moventi e sulle modalità degli atti criminali, ma la politica non può limitarsi di aspettare questo genere di risposte quali l’individuazione dei singoli colpevoli. Riteniamo che alla politica debba interessare una cosa diversa e prima fra tutte e cioè analizzare i motivi che rendono il nostro territorio terreno fertile per il proliferare di questi atti criminali.

La serie di omicidi degli anni ’90 restano a tutt’oggi ancora insoluti. La riflessione che vogliamo invitare a fare è che forse allora ci fu un errore della politica e cioè quello di fermarsi esclusivammente al dato della investigazione ma non andare oltre l’idividuazione dei singoli colpevoli che invece molto probabilmente dovevano essere considerati come bande o addirittura come criminalità organizzata.

Già nel 2003 noi avevamo denunciato in occasione della venuta a Latina del sottosegretario Mantovano, che ci trovavamo di fronte ad attività criminali locali e non, ma comunque organizzate; quindi lo strumento per fronteggiare questa realtà è, e non può che non essere, l’intervento della procura antimafia.

Oggi, dopo tre agguati in soli due giorni, e tutta una serie di atti intimidatori su tutto il territorio della nostra provincia, al di là dell’aspetto investigato, che ancora non delinea un quadro, il rischio è quello che la che la politica, come già è accaduto in passato, si limiti ad aspettare dalle forze dell’ordine solamente i colpevoli ed il movente di questi atti criminali, senza andare invece ad indagare sulle cause che consentono a questi fenomeni di trovare un terreno fertile per propagarsi.

In buona sostanza noi oggi come allora, ribadiamo di dover individuare il tassello debole che consente tutto questo. Ci domandiamo ad esempio:

     

  • Perchè si continua a considerare come delinquenza locale isolata ciò che dovrebbe essere chiamata e considerata criminalità organizzata?
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  • Perchè nessuno vuole sottolineare che la differenza tra criminalità isolata ed organizzata può far mettere in campo strumenti legislativi ed investigativi che quando applicati garantiscono di stroncare sul nascere dette organizzazioni?
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  • Perchè ad oggi ancora nessuno riesce a giustificare o a motivare la situazione in cui versa l’economia del nostro territorio e la smisurata presenza di sportelli bancari e di finanziarie?
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  • Perchè, nonostante tutti lo dicano, mai nessuno ha messo in campo strumenti volti ad accertare le grosse compravendite di terreni ed immobili sul nostro territorio spesso anche legati a varianti urbanistiche?
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  • Infine, qualcuno si chiede chi oggi si può permettere di comprare tutte le case che in esubero si continuano a costruire per poi tenerle ovviamente sfitte?
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Siamo convinti che il compito della politica sia quello di cercare di rimuovere queste cause che contribuiscono a consentire che questo genere di fenomeni trovino terreno fertile per propagarsi.