Escavo di Rio Martino, Cirilli: “Credo sia opportuno dare nome e cognome a questioni incomprensibili”.

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E’ doveroso fare chiarezza sulla questione legata all’insabbiamento del canale di Rio Martino e ai relativi lavori di escavo al di là della questione legata alla poco edificante corsa ad appropriarsi meriti di cose trattate con superficialità.

In particolare per arrivare a comprendere i motivi dell’ incontro che si è tenuto in questi giorni tra il Sindaco, la Ge.Port (società che ha in concessione dal Comune la gestione del canale), il presidente del Consorzio di Bonifica e i pescatori, con i primi che hanno promesso a questi ultimi opere aggiuntive e di miglioria al canale.

La problematica della barra sabbiosa che occlude la foce dell’approdo è stata denunciata formalmente allorché vi furono danni per oltre 4000 euro all’imbarcazione di un operatore, proprio mentre questi tentava di uscire in mare aperto.

A seguito di tale incidente, di fatto, su mia proposta feci presentare una domanda, firmata dal presidente della cooperativa dei pescatori, indirizzata all’assessore ai lavori pubblici della Regione Lazio Bruno Astorre, e nella quale per l’appunto si conveniva sulla necessità di effettuare subito i lavori di escavo considerati i danni subiti dalle imbarcazioni.

E’ da sottolineare come l’assessore Astorre, facente parte del gruppo della Margherita ( e sottolineo questo per non togliere meriti a nessuno anche se di un’altra appartenenza politica rispetto la mia), si sia attivato immediatamente facendo effettuare dagli uffici competenti della Pisana i sopralluoghi tecnici, avviando tutti i contatti del caso con il Consorzio di Bonifica per l’attivazione di tutte le procedure di escavo e, soprattutto, stanziando una somma d’urgenza per l’avvio immediato dei lavori.

Ora, però, veniamo a conoscenza che le operazioni di escavo rientrano nelle competenze e negli obblighi della società privata Ge. Port, e che il Sindaco ne è perfettamente a conoscenza, essendo ciò stabilito da una clausola dell’avviso pubblico ( punto 5: canoni – corrispettivi e prestazioni) con il quale, per l’appunto, il Comune di Latina ha dato l’affidamento temporaneo della concessione del porto canale alla suddetta società.

Pertanto appare alquanto singolare l’incontro tra Sindaco, Consorzio di Bonifica e Ge. Port con i pescatori, tra l’altro pubblicizzato attraverso la stampa locale; in particolare è singolare quanto è trapelato dall’incontro. E’singolare infatti che colui che avrebbe dovuto segnalare il problema dell’insabbiamento (presidente del Consorzio di Bonifica), colui che avrebbe dovuto effettuare a proprie spese l’escavo (Geport) e colui che avrebbe dovuto pretendere che ciò succedesse (Sindaco), vadano insieme a parlare di ciò che non hanno fatto e di ciò che si dovrà fare nel futuro.

E’ importante, dunque, dare nome e cognome a questioni del tutto incomprensibili. Ed il riferimento non può che essere rivolto al Sindaco, che ha in pugno un avviso pubblico in base al quale dovrebbe sollecitare la società concessionaria ad ottemperare ai propri obblighi, anche minacciando la revoca della concessione, considerato, poi, che per un posto barca la Ge.Port incassa un corrispettivo di circa 260 euro al mese, e non andare a braccetto con la società stessa a promettere opere che noi riteniamo essere diritti.

SIAMO NOI AD ESSERE SORPRESI DELLA “SORPRESA” DEL DR. ROMANO, A.D. DELLA SOGIN.

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Con riferimento al contenuto della lettera aperta alle istituzioni ed ai cittadini inviata dall’Amministratore Delegato della Sogin, Dr.Romano, riteniamo fondamentale sottolineare quanto segue.

La società Sogin dovrebbe comprendere che Latina è una città in cui il senso civico sta cambiando e crescendo e dove la gente è stanca di vedersi riempire di servitù. Su un argomento di così grande rilevanza, per la prima volta ed al di là di ciò che in passato è successo di superficiale e di poco comprensibile, il Consiglio Comunale, su nostro stimolo, riappropriandosi del proprio potere ha all’unanimità approvato un ordine del giorno in cui si chiede chiarezza e si dice basta a quanto sta accadendo.

Il Dr. Romano si dichiara sorpreso della decisione del Consiglio Comunale; ebbene siamo noi a rimanere sorpresi del suo stato di “sorpresa”.

Rispetto le ragioni legate alla sicurezza, il Dr.Romano sa bene che le motivazioni emergenziali, indicate dal Commissario Delegano e che obbligano ora Sogin a dare corso ai lavori di messa in sicurezza tra cui la realizzazione del deposito a B.go Sabotino, erano legate al possibile pericolo di attacchi terroristici.

Sappiamo però, come certificato con apposito documento del 2006 dal Ministero dello Sviluppo Economico – Direzione Generale Energia e Risorse Minerarie, il Commissario Delegato ha “avviato anche alcune iniziative che per loro natura comportano tempi molto lunghi di realizzazione e che vanno ben oltre quelli tipici di uno stato di emergenza” tra cui rientra anche “il condizionamento dei fanghi e degli splitters della centrale elettronucleare di Latina”. E quindi la consequenziale realizzazione del deposito.

La stessa APAT lo scorso anno ha palesemente contestato la competenza del Commissario su tali attività che, rientrando nelle attività ordinarie, sarebbero dovute essere portate avanti rispettando le normali procedure previste dalle leggi vigenti e non con poteri straordinari solo perché i tempi necessari per il loro completamento sarebbero stati lunghi (a tal proposito esistono accesi scambi di corrispondenza tra Apat e Commissario ed anche interrogazioni parlamentari).

Di fatto nella sua lettera aperta è il Dr.Romano stesso che implicitamente conferma ciò dichiarando che “ ….. l’attuale situazione non soltanto non è ottimale né allineata alle migliori pratiche internazionali, ma soprattutto è esposta al progressivo degrado. Sogin non può condividere questa prospettiva ritenendo che la sicurezza dei lavoratori, della popolazione e la tutela dell’ambiente costituiscono impegni prioritari per ogni soggetto industriale, tanto più per chi opera nel settore nucleare”.

Il Dr. Romano ci conferma quindi che le opere in questione non sarebbero di emergenza secondo il senso proprio del termine in base all’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri (che ora gli consente di realizzarle), bensì di ordinario perseguimento del mandato statutario della società e cioè:
“l’esercizio delle attività relative allo smantellamento delle centrali elettronucleari dismesse, alla chiusura del ciclo del combustibile e le attività connesse e conseguenti tra cui rientra anche l’adeguamento di sicurezza degli impianti”. La sicurezza dei lavoratori, della popolazione e la tutela dell’ambiente è qualcosa di ordinario e non di straordinario perché altrimenti ci sarebbe da pensare che sino ad oggi ciò non sia avvenuto e ciò sarebbe alquanto inquietante.

Sulla necessità del deposito temporaneo come opera indispensabile, il Dr.Romano sa bene che stante la difficoltà, forse insuperabile, di realizzare un deposito nazionale, ci si sta orientando verso i depositi temporanei sui singoli siti e sui depositi regionali di superficie. Sappiamo tutti che le volumetrie sono “abbastanza precise e mirate all’esistente” ma sappiamo anche che temporaneo significa, nel minimo, decine e decine di anni (non sarebbe più onesto dire centinaia di anni ? ) e che le volumetrie sono qualcosa di ampliabile nel tempo.

Inoltre le “pratiche diffuse” in altri Paesi, dichiarate dal Dr.Romano, in cui anche in presenza di deposito nazionale ci si è dotati di depositi temporanei in loco, poco hanno a che vedere con l’Italia ed in particolare con Latina dove vi è l’obiettivo di portare il sito a “prato verde”.

Risulterebbe poi, di fatto e considerando la tipologia di materiale in stoccaggio, che l’unica caratteristica tecnica che veramente differenzia un deposito temporaneo da un deposito nazionale di superficie è la volumetria del manufatto e non altro.

Avremmo auspicato sorpresa dalla società Sogin nel sapere che da decenni sul nostro territorio, nonostante le richieste, non è stato ancora mai realizzato un serio studio epidemiologico su leucemie, patologie della tiroide ed altre patologie delle quali non sappiamo se essere o meno correlate con presenza del sito nucleare.

Alla luce di quanto sopra detto, riteniamo che l’atteggiamento della società Sogin dovrebbe mostrarsi meno intransigente nei confronti di istanze che rappresentano politicamente all’unanimità un intero territorio e che di fatto chiedono un fermo temporaneo delle procedure solo in funzione dell’apertura di un tavolo interistituzionale dove trovare risposte e soluzioni organiche alle domande poste.

Nel frattempo abbiamo inviamo una nota agli Assessori all’Ambiente dell’Amministrazione Regionale e Provinciale, perché si attivino affinché ciò possa avvenire.

COMUNICATO STAMPA dei consiglieri circoscrizionali della “Lista Cirilli - Progetto per Latina”

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Quello che temevamo si è puntualmente verificato.

In tutti i consigli circoscrizionali che sinora si sono riuniti, la prima seduta è completamente andata a vuoto perché le forze politiche della maggioranza non riescono a trovare un accordo per la nomina del presidente. In nessuna assemblea si è potuto dibattere su uno straccio di ordine del giorno e questo nonostante situazioni e problematiche, a dir poco delicate, che andrebbero affrontate con la massima urgenza.

In pratica, quello che denunciavamo in campagna elettorale, si sta verificando per filo e per segno: quella che ha vinto le elezioni è una coalizione che non ha trovato l’accordo sui programmi, ne tanto meno sui buoni propostiti per tentate di risolvere le problematiche che riguardano la nostra città, ma solo sui numeri che avrebbero portato a governare nuovamente il sindaco Zaccheo.

Numeri in cambio dei quali quest’ultimo poi avrebbe garantito la spartizione di quelle poltrone per le quali adesso gli eletti a tutti i livelli (vedi anche i ritardi che ci sono nella costruzione della giunta) continuano a scontrarsi animatamente. La prima, la seconda, la terza, la quarta, la quinta, la settima circoscrizione, non hanno ancora un presidente, e in alcuni casi non sono stati nemmeno nominati i capi-gruppo.

Qualche consigliere anziano, per giustificare queste mancanze, si è affannato ad attaccarsi al regolamento che prevede la nomina del presidente in un tempo massimo di 120 giorni. Una giustificazione spicciola e superficiale, che non può nemmeno essere
presa in considerazione, tenuto conto delle problematiche che riguardano la nostra città e i borghi limitrofi. Problematiche che, come detto in precedenza, sono da affrontare con assoluta urgenza.

E’ il caso ad esempio di quanto sta accadendo nella quarta circoscrizione Latina-Mare, in merito al bando di gara della costruzione del deposito di scorie nucleari Sogin. Tale questione, di fatto, prima che in consiglio comunale, andava affrontata in consiglio circoscrizionale, ed in effetti, i consiglieri della Lista Cirilli della quarta circoscrizione avevano presentato anche una mozione della quale però non si è potuto discutere, proprio perché c’è chi da precedenza all’occupazione di una poltrona e non alle esigenze del territorio.

Quella della quarta circoscrizione, ovviamente, è solo la punta di un iceberg. Ogni circoscrizione ha i suoi problemi, e pertanto auspichiamo che in tempi brevissimi la maggioranza prenda coscienza di questa situazione e si attivi il prima possibile per espletare le procedure di nomina dei presidenti, ricordando loro che si tratta di un atto di pura formalità e che le questioni importanti da affrontare sono ben altre: quelle che riguardano le esigenze delle persone che rappresentiamo.

UN DEPOSITO DI SCORIE NUCLEARI E IL FUTURO DEL NOSTRO TERRITORIO.

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LO SAI:
Che nella nostra città è già stata bandita una gara di appalto per la costruzione di un deposito di scorie nucleari
presso l’area della centrale di Borgo Sabotino e che, se in base al ragionamento legato alla sua realizzazione dovesse
passare il concetto: che “ogni centrale dovrà ospitare le proprie scorie”, quella di Latina sarà costretta a ospitare
nuovamente centinaia di metri cubi di liquido irradiato, attualmente in trattamento in centri specializzati esteri?

Che nonostante, su proposta di Fabrizio Cirilli, sia stata approvata dalla Regione Lazio una legge che prevede uno
studio epidemiologico per monitorare e stabilire l’andamento delle malattie (tumori e leucemie) potenzialmente
riferibili o connesse alla presenza di attività radioattiva nei territori limitrofi alla insediamenti nucleari, nulla ad oggi
è stato ancora fatto?

Che a causa dell’autodichiarata carenza di personale qualificato da parte di Apat, ente che dovrebbe controllare
la Sogin, che di fatto gestisce la centrale di Latina e ha bandito la gara di appalto per la costruzione del deposito di
scorie, quest’ultima è un ente autoreferenziale dal punto di vista del controllo, ossia si autocontrolla sulla sicurezza
della centrale nucleare di cui è incaricata?

Che il Comune di Latina, nonostante la delicatezza e la criticità della questione, non ha mai assunto una ferma
presa di posizione in merito, se non per fini speculativi attraverso un protocollo d’intesa con la Sogin per l’utilizzo di
alcuni terreni di proprietà dell’ente incaricato in cambio del rilascio della concessione a costruire il deposito?

Che nella stessa area della centrale nucleare, con il parere favorevole del Comune di Latina, dell’amministrazione
Provinciale e della Regione Lazio sono già stati avviati i lavori per la costruzione di uno degli elettrodotti più grandi
al mondo; il tutto senza che nessuno si sia preoccupato, ai fini della sicurezza, di eventuali sovrapposizioni di servitù
concentrate in un’unica area?

Anche attraverso queste poche righe, si crea una coscienza civica che ci permette di sperare
in un futuro migliore per la nostra città e per il nostro territorio.
Mercoledì 25 Luglio alle ore 10,00
su nostra proposta si terrà un Consiglio Comunale monotematico,
per dibattere di questa delicata questione.

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