Case senza depurazione. Il cittadino continua a pagare sulle scellerate scelte urbanistiche degli ultimi anni.

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Con il blocco degli allacci di molte nuove abitazioni e delle future, assistiamo ai primi risultati inquietanti delle scellerate politiche urbanistiche che hanno imperversato in questi anni mettendo da parte quello che era un punto cardine del programma elettorale del 2002: la realizzazione del piano regolatore.

Risultati che puntualmente penalizzano non coloro che hanno realizzato milioni di euro edificando, ma la gente comune che ha acquistato la propria abitazione investendo i propri risparmi.

Anche un bambino avrebbe potuto prevedere che, in mancanza di uno strumento globale di programmazione e pianificazione, il numero delle abitazione sarebbe arrivato a non corrispondere alla capacità di depurazione degli impianti esistenti. Evidentemente però i milioni di euro legati al business del mattone hanno prevalso sul resto.

Questi, però, sono purtroppo solo i primi segnali di un danno che la nostra comunità pagherà per i prossimi decenni.

A questo si andranno ad aggiungere i danni derivanti dalla carenza ed inadeguatezza delle strutture scolastiche, specialmente nei borghi; su questo tema, come consigliere regionale ho cercato di intervenire, seppur parzialmente, con emendamenti regionali che hanno finanziato l’ampliamento della struttura scolastica di B.go Montello, di B.go Carso e B.go Santa Maria dove i cantieri sono attualmente aperti.

Altri danni alla comunità deriveranno poi dalla carenza dei servizi e spazi per gli anziani ed i bambini.

Per l’ennesima volta c’è da constatare, purtroppo, che i favolosi guadagni di pochi, che peraltro non hanno prodotto e consolidato sviluppo e ricchezza per il territorio, hanno prevalso sulla tutela dei diritti dei cittadini.

COMUNICATO STAMPA

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Con riferimento alle notizie diffuse da alcuni organi di informazione locale riguardanti una mia candidatura alla carica di Sindaco ed al già avvenuto deposito presso un notaio del simbolo di una mia lista, ritengo indispensabile chiarire che queste “fughe in avanti” non possono essere utilizzate nei miei confronti come strumento di pressione di alcuno.

Smentisco categoricamente che io abbia depositato simboli e/o loghi di liste elettorali.

Ribadisco che le mie valutazioni critiche sull’operato di questa amministrazione comunale, più volte a chiare lettere esternate, non possono permettere ad alcuno facili fughe in avanti.

Quelle che saranno le mie decisioni riferite alle prossime consultazioni amministrative saranno da me, e ribadisco solo da me, direttamente comunicate ai mezzi di informazioni.

“Le cooperative sociali sono una risorse e non qualcosa da distruggere”.

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Non si riesce veramente a capire quale sia la politica sociale di questa amministrazione – dichiara Cirilli. Un’amministrazione cittadina che continua ad adottare iniziative volte a distruggere il lavoro svolto da anni dalle cooperative sociali locali nel settore del reinserimento socio lavorativo.

Dopo la questione estiva che ha riguardato la gestione dei servizi parcheggio al litorale con l’esclusione delle cooperative sociali, adesso è arrivato il momento dell’appalto dei parcheggi cittadini sino ad oggi affidati alle cooperative con l’inserimento di decine di ragazzi svantaggiati.

Si assiste poi all’assurdità che mentre in sede regionale su mia proposta Alleanza Nazionale presenta articoli di legge, approvati anche con il voto favorevole del centro sinistra, a sostegno delle realtà cooperativistiche, a livello cittadino la nostra Giunta azzera di fatto quanto costruito in decine di anni dalle cooperative sociali e non si preoccupa minimamente di quale possa essere l’alternativa di reinserimento socio lavorativo delle decine di ragazzi impiegati nel servizio.

Non accada poi che i ragazzi svantaggiati, ad oggi impiegati dalle cooperative, debbano “bussare” alla società che si aggiudicherà l’appalto, magari presentati dal politico di turno.

Non si dica poi che le nuove modalità di appalto del servizio parcheggio porteranno un maggiore introito alle casse comunali perché questo sarebbe un ragionamento di estremo cinismo e peraltro miope non considerando il valore sociale dell’intervento.

Ritengo che le cooperative sociali siano una grande risorse e che possano dare un contributo alla risoluzione di problematiche sociali a volte maggiore di quanto sia in grado di fare l’ente pubblico.

Per questo penso che sia inammissibile accettare questo approccio amministrativo e di politica scarsamente attenta al sociale che mira non a creare presupposti lavorativi privilegiando l’inserimento di persone svantaggiate, ma solo posti di lavoro clientelari da gestire magari per la prossima campagna elettorale.

Questa non è la politica che ho abbracciato e per cui mi sono battuto da quadro di Alleanza nazionale in questi anni ed è per questo che mi sento pienamente vicino a tutte le realtà sociali che hanno denunciato questo assurdo modo di amministrare la nostra città.

NUCLEARE: SCADUTO IL MANDATO COMMISSARIALE. CIRILLI CHIEDE CHE SI CONVOCHI UN INCONTRO URGENTE E STIGMATIZZA LA SUPERFICIALITA’E IL DISINTERESSE DELLE ISTITUIZIONI LOCALI IN MERITO ALLA QUESTIONE

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l consigliere regionale di Alleanza Nazionale Fabrizio Cirilli, interviene ancora una volta in merito alla questione delle centrali nucleari di Borgo Sabotino e del Garigliano.

Il riferimento questa volta è rivolto alla scadenza del mandato del commissario delegato Carlo Jean e alla decisione di non rinnovo.

Decisione, quindi, che implica l’uscita dallo stato di emergenza per ciò che attiene la sicurezza.

Cosa significa questo? Cirilli pone una serie di interrogativi:

- Che la centrale di Latina e quella del Garigliano non necessitano più di interventi di messa in sicurezza urgenti?

- Che i siti sono considerati sicuri sotto l’aspetto della security?

- Che lo smaltimento dei rifiuti tossici prosegua seguendo le vie ordinarie e quindi attraverso valutazioni di impatto ambientale ecc. o che tutto venga lasciato in stand-by in attesa dell’individuazione di un deposito nazionale di scorie nucleari?

E la necessità e l’urgenza della costruzione del deposito provvisorio di scorie nucleari, di cui il Consiglio di Stato dovrà decidere a breve, come si inquadra alla luce di tutto ciò?

Ed ancora quale sarà ora lo strumento istituzionale di controllo e confronto in merito alle decisioni di Sogin e Apat, considerato che con la scadenza del Commissariamento decade anche l’istituzione del tavolo per trasparenza che ad oggi era l’unico strumento per dare ruolo ad enti locali e associazioni che rappresentano le istanze del territorio?

Sono costretto a lanciare per l’ennesima volta un richiamo all’attenzione su questo delicato problema – afferma Cirilli -, in quanto sembra che solo in questo modo si riesca a smuovere un ente locale (forse distratto da altri interessi), sul pretendere chiarezza su una servitù che grava pesantemente sul nostro territorio.

All’amministrazione locale evidentemente sono più a cuore protocolli d’intesa e concorsi di idee pindarici ignorando, invece, che la questione è delicata e seria! Sia per lo sviluppo del territorio che per la salute e la sicurezza di chi ci vive.

Non dimentichiamo, di fatto, che nell’ultima seduta del tavolo per la trasparenza emerse chiaramente, anche a seguito dell’incidente nucleare verificatosi nel deposito della Casaccia (RM), da una parte l’esigenza da parte dell’Apat (organismo di controllo) di una verifica attenta dell’operato di Sogin (società che attualmente gestisce gli impianti), e dall’altra la difficoltà di Apat ad operare, a causa delle esigue risorse umane a disposizione (il personale Apat è passato dalle 300 unità del 1986 alle 20 unità impiegate attualmente nel monitoraggio delle fasi di smantellamento).

E’ bene sottolineare, poi, che Apat era completamente all’oscuro (fino a prima di Natale) della realizzazione dell’elettrodotto Sapei a ridosso della Centrale di Latina.

A fronte di tutto ciò ritengo singolare l’ennesima disattenzione con cui in ambito locale, a livello istituzionale, ci si propone dinnanzi a questa delicata questione, e pertanto ritengo fondamentale che nel più breve tempo possibile venga convocato un incontro urgente con i soggetti interessati al fine di chiarire le situazioni e individuare con trasparenza e linearità il da farsi per il bene e la crescita del territorio.